Sono una donna di 54 anni, sono ben 36 anni che lavoro e se devo proprio dirla tutta, sono STANCA.
SI, STANCA. Per una donna il lavoro non è solo quello passato fuori dalle mura di casa, ma anche tutto quello che comporta il lavoro svolto dentro casa; “ tutto quello che generalmente non fanno le vostre mogli, perché nella maggior parte dei casi avete una domestica” . Lavare, stirare, cucinare, pulire, allevare ed educare i figli, non poterli accompagnare a scuola, al campo di calcio, in piscina…..trascurarli perché non si ha tempo, si è troppo stanche, poco tempo per ascoltarli, per capirli, per seguirli…..
Per una donna è tutto questo oltre naturalmente essere una buona moglie , far quadrare i conti.
Mi dicevo spesso che dovevo tenere duro perché ero fortunata ad avere un posto nello stato, tirare la cinghia per pagare il nido, la baby-sitter quando i figli sono ammalati e non ti davano il permesso per stare a casa e anche perché lavorando lontano dal proprio domicilio, qualcuno doveva pur badare ai figli dopo la chiusura del nido.
(così e stato per me,ora è diverso) e quando facevo i conti alla fine del mese, immancabilmente dovevo “ridurre” i bisogni poiché i soldi scarseggiavano.
Si perché il costo del nido, baby-sitter, benzina ti portava via tutto lo stipendio; ma bisognava tener duro
“tanto poi i figli crescono,tutto sarà più facile” e gli anni passano , è vero i figli ora sono cresciuti ma non ho vissuto con loro.
Poi mi chiedono “ che lavoro fai?”
“l’insegnante di scuola dell’infanzia”- e cosa mi sento rispondere?
“che bello lavorare con i bambini, poi sei fortunata hai tanto tempo libero, tante vacanze”
Ma sono stanca di tutto questo, di queste stupide risposte, si stupide perché forse non ci si rende conto di cosa voglia dire essere insegnante in una scuola dell’infanzia. Noi insegnanti passiamo moltissimo tempo con i figli degli altri, che vanno tutelati, che bisogna far star bene e dar loro il meglio.
Ma il meglio di che????? Quando dopo più di trent’anni di questo lavoro si è stanchi.
Alla mia età non lo reputo più “ il mestiere più bello del mondo “
Ogni inizio d’anno è sempre peggio, ma le grandi GUIDE DIDATTICHE ti INSEGNANO come preparare l’ambiente per i nuovi bambini che arriveranno, l’ ambiente deve essere sereno,l’ accoglienza felice, di gioia, non ci devono essere traumi ecc….
Mi piacerebbe sapere se questi svitati hanno mai insegnato e se si, per quanto tempo.
La giornata di questi bambini si svolge in alcuni casi, in un’unica stanza per tutta la durata della loro permanenza a scuola (dove sono ora non c’è nemmeno un giardino,un’aula per la ricreazione) d’estate si muore di caldo,d’inverno a volte ci sono 13° gradi; non abbiamo nemmeno soldi a sufficienza per acquistare materiale di facile consumo, figurarsi per giochi e materiale didattico. All’inizio dell’anno diamo una lista ai genitori con l’elenco delle cose che devono acquistare.
Si vive in una piccola aula dove vi sono dai 28 ai 30 bambini di 3-4-5 anni e ultimamente anche bambini di 2 anni e mezzo. Non vi dico di provare ad immaginare,perché non è possibile,dovreste effettivamente provare o anche solo vedere come si presenta realmente la situazione. Bimbi con ciucio, con pannolone, troppo piccoli per avere una benché minima autonomia personale, pianti urla qualcuno addirittura tira calci, pugni.
Senza sapere come, ti ritrovi con due bimbi in braccio e altri attaccati al tuo grembiule, inventi storie, canzoni per calmarli mentre l’altro gruppetto di bambini “già inseriti” , ribaltano la classe. Devi alzare il tono di voce per farli riordinare. Lasciamo questi piccoli al loro nido, non catapultiamoli nella scuola dell’infanzia per nulla preparata sia dal punto di vista strutturale, che dal personale adatto a loro (al nido è prevista un’insegnante ogni 6/8 bambini); sono troppo piccoli le loro esigenze sono ben altre, non hanno nemmeno un locale per poter fare un sonnellino, piccoli di due anni e mezzo che stanno a scuola dalle 8 alle 16 .
MA COME SI FA A GESTIRE TUTTI QUESTI BAMBINI?
FACILE = metti una dose di autorità condita con la gentilezza, una manciata abbondante d’affetto
Un pizzico di pazienza. Fai cuocere il tutto per 60 anni
Un CONSIGLIO: non aggiungere momenti di sconforto o di nervosismo, altrimenti non quadra più
nulla, diventi isterica e non sei una brava insegnante
Oggi non serve solo un diploma ed un concorso per lavorare nella scuola, devi anche essere psicologa,
infermiera con nozioni di primo intervento,assistente,pulitrice di cacche e di nasi.
E l’amore? Noi passiamo tanto tempo con i vostri figli ( a volte capita che ci chiamino “per errore” mamma)
C’è forse una scuola che ti dà una laurea in pazienza e amore?
Quando arriva la tua collega,puoi finalmente andare in bagno,perche non sempre il personale ATA è disponibile e tu non puoi lasciare soli i bimbi in classe. (ho pensato più di una volta di mettere anch’io un pannolone, si sa che ad una certa età c’è un po’ di incontinenza); quando hai finito il tuo turno sali in macchina, te ne vai in fretta, sei distrutta , mi capita spesso di arrestare l’auto per un momento ed ascoltare il silenzio in silenzio.
Questo per me non è più fare l’insegnante, le famiglie poi sono difficili da gestire e comunque delegano tutto alla scuola, se ci sono colpe sono sempre della scuola, ti chiedono solo se hanno pianto, mangiato e si lamentano se il loro bimbo torna a casa graffiato dandoti poi dell’incapace
Ah.., un’altra cosa, se in classe hai un bambino portatore di handicap, hai la fortuna di avere un’insegnante di sostegno per la bellezza di ben 12 ore la settimana . Ma se ti ritrovi con bambini aggressivi? Problematici? O con alle spalle situazioni violente e drammatiche? Cara mia è compito tuo come insegnante saper gestire la situazione, le assistenti sociali o chi per esse non si preoccupano preventivamente di metterti al corrente della situazione per aiutarti a gestire questi bimbi che hanno bisogno e richiedono più amore e un’attenzione particolare.
Facciamo un passo indietro; capisco perfettamente quei genitori che vogliono affrettarsi e mandare anticipatamente i loro figli alla scuola dell’infanzia d'altronde il nido è bello ma costa notevolmente ed il bilancio della famiglia ne risente anche lavorando tutti e due i genitori.
C’è il mutuo da pagare , l’affitto e tutto il resto che comporta il formare una famiglia.
E se i giovani genitori lavorano in proprio? Ma che domanda ridicola si alza notevolmente la retta del nido. E che diamine sono piccoli imprenditori.(Dovrei dilungarmi a parlare anche di questo ma sarebbe troppo lunga,dovrei parlare dell’imprenditoria giovanile , degli aiuti che lo stato ha promesso di dare ma che come nel caso dei miei figli non hanno avuto ………….. troppo lungo ma anche qui di cose da dire ce ne sono tante)
MI STO PROPRIO ARRABBIANDO.
Dunque dicevo si fa FATICA a tirare avanti e tu donna di 54 anni cerchi di dare anche una mano ai tuoi figli per far si che risparmino qualcosa ….allora diventi oltre al resto anche NONNA ( non fraintendetemi, è bello essere nonna)ma vorrei esserlo solo per mio nipote e non per altri 28/30 bambini.
La vita media si è allungata? Si ma per noi come? Forse per voi ministri, deputati, onorevoli non c’è differenza ma per me si. Si può essere vecchi anche alla mia età, ma soprattutto stanchi e con mille problemi di salute. Non voglio ma devo pagare per quelli che sono andati in pensione dopo solo 15 anni di lavoro; voglio andare ADESSO in pensione ( 36 anni di lavoro, non mi sembrano pochi) e senza ridurre quello che mi spetta,ho lavorato abbastanza .
Non voglio più avere mal di pancia perché al mattino devo andare a scuola, non voglio più dormire seduta nel letto perché faccio fatica a respirare .Non credevo nelle malattie psicosomatiche, ma ora ci sono dentro anch’io.
Voglio la mia pensione, dare una mano ai miei figli facendo la nonna e esaudire alcuni sogni che da tempo giacciono nel fondo di un cassetto.
Ma soprattutto non voglio più insegnare perché la cosa più brutta oltre ad essere stanchi è che non mi riesce più donare un sorriso a questi bimbi.
Lo sconforto aumenta quando poi penso ai privilegi ( Che non capisco) di voi politici e a tale proposito allego, non ce ne sarebbe bisogno, lei c’era probabilmente, quanto è successo nella seduta del 21 settembre scorso in parlamento.
Antonio Borghesi il 21 Settembre 2010 ha presentato una mozione per ridurre la pensione ai parlamentari, o meglio per rapportarla alla pensione di tutti gli altri lavoratori italiani. Prima di tutto guardiamo come e’ andata la votazione: (Presenti 525, Votanti 520, Astenuti 5, Maggioranza 261, Hanno votato sì 22, Hanno votato no 498).
E quando mai si è vista una maggioranza così schiacciante?.
Chiedo ai presentatori se accedano all’invito al ritiro dell’ordine del giorno Borghesi n. 9/Doc. VIII, n. 6/5, formulato dal Collegio dei questori.
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, noi non possiamo ritirare quest’ordine del giorno, perché crediamo che su questo punto sia necessario intervenire.
L’abbiamo inserito nella contromanovra alla manovra economica del Governo, che è stata trasformata in un progetto di legge che qui non abbiamo potuto poi votare perché il Governo ha posto la questione di fiducia, ma riteniamo che questo sia un tema al quale i cittadini sono giustamente sensibili. Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.
Per questo motivo, chiediamo che la Camera si esprima su questo punto e vogliamo davvero dire che non c’è nulla, ma proprio nulla, di demagogico in questa nostra proposta.
PRESIDENTE. Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno Borghesi n. 9/Doc. VIII, n. 6/5, non accettato dal Collegio dei questori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498).
La cosa che mi lascia perplessa che questa notizia e’ passata in sordina, i giornali – se pubblicata – l’hanno inserita tra la Rubrica L’idraulico che c’e’ in te e La relativita’ ristretta come quando e perche’.
RIVEDETE UN PO’ LE VOSTRE LEGGI SULLE PENSIONI E SPIEGATEMI PERCHE’ SONO DIVERSE
CERCATE PERO’ DI ESSERE CONVINCENTI